La roda e i suoi rituali

Una roda è il momento di massima espressione estetica, culturale e simbolica della capoeira; il luogo in cui i capoeristi si confrontano tra loro, danzando, lottando e soprattutto giocando. Durante l’incontro, secondo le dinamiche che si creano nel corso dell’interazione, essi compiono gesti e rituali legati a tradizioni popolari e culti religiosi afro-brasiliani. Molti di questi ritmi esprimono la fede di un’energia cosmica, l’Axè, che fluisce all’interno del cerchio ed alimenta le azioni dei giocatori.

Generalmente la roda si svolge nel modo sottoindicato.  
Coloro che suonano gli strumenti, i tocadores, sono i primi a disporsi in linea. Al richiamo del berimbau, lo strumento simbolico della lotta afro-brasiliana, i capoeristi si avvicinano e formano un cerchio che va da un’estremità all’altra della batteria musicale. I tocadores cominciano a suonare uno dopo l’altro, seguendo un ordine particolare, fino a quando tutti gli strumenti si fondono in un unico ritmo ed il cantador intona un solenne canto iniziale. Subito dopo ne viene introdotto un altro che scandisce l’ingresso del coro di tutti i presenti. Da quel momento l’interazione vocale tra il cantore e gli altri giocatori proseguirà anche nelle cantigas successive, per tutta la durata dell’incontro. Al termine del secondo canto, un segnale acustico del berimbau autorizza la prima coppia di capoeristi a dare inizio al gioco. I due si accovacciano davanti alla batteria musicale e si stringono le mani, dopodiché si benedicono – con il segno della croce o alzando le braccia verso il cielo – e toccano lo strumento sacro per assorbirne l’energia. Infine, si inchinano ad esso in segno di devozione e si dirigono verso il centro del cerchio per cominciare a giocare.  
La malizia della danza, la mandinga, si esprime nelle continue finte corporee che cercano di mettere in difficoltà l’avversario e negli scatti improvvisi che tentano di sorprenderlo in una posizione vulnerabile, senza però colpirlo in modo diretto.

Gioco, danza, arte marziale

Si inizia a giocare formando un cerchio di persone, la roda. Gli strumenti cominciano a suonare e i presenti cantano e battono le mani, mentre i due giocatori si affrontano al centro del gruppo. Il gioco richiede capacità di intuizione per prevedere le mosse dell’avversario; il capoerista deve scoprire i limiti dei suoi avversari ed impegnarsi in attacchi e contrattacchi che provino il suo personale potere. Il suo segreto sta nel riuscire a mescolare armoniosamente la grazia e la fatica della danza, l’equilibrio e la flessibilità delle acrobazie, la velocità e la malizia della lotta, senza mai perdere il ritmo dettato dalla musica.  
Il passo base della capoeira, chiamato ginga, è un passo di danza che serve a collegare i vari movimenti fra di loro. La capoeira usa molti elementi acrobatici come la ruota o i salti mortali, che non servono solo a ravvivare il gioco, ma offrono anche una serie infinita di possibilità difensive.  
La capoeira è un misto di arte marziale, ginnastica e danza. La principale caratteristica che la differenzia dalle altre arti marziali è che un capoerista non usa mai le mani per toccare il suo avversario. In effetti, gli schiavi che le diedero vita erano abituati a combattere con le mani incatenate, contando così solo sulle loro gambe.  
Un capoerista dimostra la sua bravura anche facendo espressioni buffe con gli occhi e con la faccia: non tocca il suo avversario ma lo distrae, fa il gesto di colpirlo, ma blocca il calcio prima che il piede lo raggiunga.

Mandinga

In generale il termine mandinga può esser tradotto con quello di “malizia”, ma il suo significato simbolico esprime una dimensione magico-religiosa che va oltre la traduzione letterale. Tra le diverse interpretazioni esistenti all’interno della comunità dei capoeristi una ampiamente condivisa la identifica con la malizia degli schiavi africani nei confronti dei loro persecutori. Infatti ai tempi della schiavitù, durante gli scontri adottavano un atteggiamento sottomesso, facendo credere ai loro oppressori di essere inferiori ed inermi. Al momento opportuno si scagliavano contro di loro e li colpivano a morte, riuscendo così a fuggire.  
Dietro la finzione maliziosa si nascondeva il desiderio di rivalsa nei confronti di chi aveva tolto loro la libertà.  
Nella capoeira contemporanea, l’essenza della mandinga si esprime tramite una gestualità specifica che richiama elementi mistici appartenenti alla tradizione afro-brasiliana e che permette ai jogadores di danzare dentro una lotta senza rendere esplicito il combattimento. Essa indica un’arte magica che implica la profonda conoscenza delle forze della natura e la capacità di utilizzarle per mezzo di speciali riti.

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